Callerio Foundation

VALSIPAV 2000-2001

VALIDAZIONE DEL LISOZIMA PER LA STIMOLAZIONE DELL'IMMUNITA' DEI PESCI DI ALLEVAMENTO IN TRATTAMENTO VACCINOGENO

Il progetto in dettaglio (11,104kb, VALSIPAVren1.doc in formato zip).

PREMESSE E SCOPO DELLA RICERCA
Lo scopo principale del lavoro è quello di verificare se sia possibile mettere a punto un sistema semplice e non invasivo per la vaccinazione di pesci di allevamento contro malattie comuni come le vibriosi da Vibrio anguillarum.
A tale scopo è stato studiato un sistema contenente alcuni punti di innovazione che lo rendono tecnologicamente avanzato. In particolare è da considerare innovativa la contemporanea combinazione di tre elementi:

a) la preparazione per uso orale;
b) la combinazione di una microcapsula di alginato e chitosano;
c) l'associazione di lisozima all'antigene.

Il lisozima ha dimostrato di essere in grado di potenziare le risposte immunitarie in organismi ai quali la molecola è stata somministrata per via orale, sia sotto forma di compressa sia addizionata al cibo. Posto che le più comuni modalità di vaccinazione pongono un problema operativo, in quanto quelle che meglio riescono sono quelle parenterali, la ricerca è volta a valutare l'effetto del lisozima in un sistema semplice dove sia l'antigene (Vibrio anguillarum inattivato) sia l'immunopotenziante (lisozima) vengono somministrati per via orale. Lo scopo ultimo è quindi quello di mettere a punto una formulazione granulare (microcapsula) da aggiungere ai comuni mangimi per alimentazione usati in ittiocoltura.
A tale scopo il lavoro è stato svolto in collaborazione con l'istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie. La collaborazione ha permesso di ottenere dall'Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie il materiale antigenico studiato, e di monitorare continuamente l'avanzamento dei lavori alla luce delle esperienze pluriennali che l'Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie ha nel campo della zootecnia e dell'ittiopatologia. D'intesa con l'Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie è stato quindi scelto di:

a) identificare l'antigene migliore tra preparazioni di componenti cellulari o di microorganismi inattivati con diverse procedure;
b)
operare su un modello sperimentale di mammifero, tenendo conto che l'uso di piccoli mammiferi, quali i roditori di laboratorio, è più agevole ed in considerazione del fatto che numerosi dati sperimentali suggeriscono una consistente somiglianza tra il sistema immunitario dei pesci e quello dei mammiferi;
c)
validare il modello sperimentale cercando di mettere a punto i parametri più significativi indicatori dell'effetto farmacologico dell'antigene e del lisozima sul sistema immunitario.

Lo studio è stato suddiviso in due parti. La prima parte è consistita in uno studio in vitro di selezione dei serotipi antigenici più attivi su colture primarie di cellule immunocompetenti. La seconda parte è stata rivolta invece alla messa a punto della microcapsula ed alla validazione del modello murino per gli studi di vaccinazione orale.